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Quindi serve a questo. Un'altra volta, per esempio, avevo visto che ci sarebbe stato un aspetto favorevole tra Urano e il Sole; avevo calcolato esattamente quando sarebbe successo e per quel giorno mi ero proposto di fare della meditazione. Allora è successo questo: ho fatto prima una preghiera, poi ho fatto concentrazione sul Centro frontale, sono passato attraverso il Centro frontale e sono sfociato nello spazio infinito... Sì mi ero dimenticato che quel giorno era quello stabilito, però l'avevo già fissato prima, per cui quello stesso giorno, a quell'ora, ho fatto la meditazione. Mi sono messo in ginocchio, ho fatto una preghiera e poi mi sono messo in posizione e ho fatto la concentrazione e sono uscito, diciamo, in questo spazio fresco, piacevole, dove non c'è nulla, e ci stavo proprio bene, senza corpo, con la mente, non ero né qui e né là, in una condizione di perfetta lucidità e normalità... non è che mi ero dimenticato qualcosa o stavo sognando, no. Ad un certo punto vedo un nome volare, un nome misterioso, un Nome di Dio; come volare perchè è scritto nello Zohar che i Nomi volano, è un modo di dire, sì, non so se l'avete letto, no? Ho visto volare l'AUM in sanscrito, d'oro. Era un simbolo, un simbolo in questo spazio, perchè io stavo lavorando sulla creazione del mondo che sarebbe avvenuta in un certo modo, e quindi... Poi vedo un altro simbolo gigante, come una specie di orologio, ma non come questo, no, un orologio simbolico tutto arabescato, gigantesco, molto strano, però dava l'idea del tempo, dell'inizio del tempo. Erano dei simboli... sebbene il Nome di Dio che avevo visto era vivo, diciamo così, non era soltanto una lettera, però è scomparso subito, all'istante, fuori da questo spazio, è come uscito fuori. Ho visto in lontananza, lontanissimo milioni di chilometri, avvicinarsi un altro simbolo: un triangolo equilatero, bianco. Pensai: l'aspetto della Trinità che si muoveva sulle Acque della Vergine... Quando si è avvicinato era fiammeggiante, e mi è venuto come addosso, così... (pag.1-2)
Gli Enti cosmogonici. Va bene, parliamo degli Enti cosmogonici. Dunque, per mettere a fuoco questo concetto dell'Astrologia esoterica bisogna cominciare facendo un passo indietro, cioè bisogna rifarsi al momento della formazione e creazione dell'universo, del cosmo in cui noi viviamo. Nel cosmo sono presenti delle masse gravitazionali, come i pianeti, le stelle, le galassie, e nello stesso tempo sono presenti degli esseri viventi, gli esseri angelici, gli uomini e le donne sulla Terra con gli animali, la vita vegetale e minerale. Cioè ci sono varie classi, diciamo così per facilitare la visione, varie classi di esseri viventi. Una classe di questi esseri viventi, denominata in linea generale “enti spirituali”, fa parte appunto della sfera spirituale dell'universo. In questa sfera vivono, esistono i cosiddetti Enti cosmogonici, cioè Enti cosmici. L'universo è fatto come l'uomo, cioè così come l'uomo è composto di corpo fisico, di materia energetica, di energie e poi anche di anima e di spirito, così l'universo è fatto di masse gravitazionali, di un corpo chiamiamolo materiale e di una parte spirituale. Tanto è vero che quando un uomo o una donna procedono nell'ascesi riescono a passare da una coscienza individuale, attraverso degli speciali allenamenti, delle speciali ascesi, ad una coscienza universale. Si legge nei Quaderni che a un certo punto, quando avviene la riunione dei principi immortali di cui è composto l’uomo, l'asceta, l'uomo e la donna asceta, si ritrova una coscienza non più limitata alla sua espressione umana, ma una coscienza “universale”. L'universo è fatto come a misura d'uomo, è come se fosse un uomo gigantesco, per questo si parla a volte di microcosmo e macrocosmo: il microcosmo è una parte del macrocosmo con il quale è in intima correlazione, in intima connessione, come è in intima connessione il corpo fisico con l'anima dell'uomo.
In altri incontri abbiamo parlato della struttura, della costituzione dell’uomo e della donna, al fine di operare poi su noi stessi un cambiamento qualitativo, cioè cambiare, come si dice in Alchimia, il piombo in oro. Questo cambiamento che vogliamo operare presuppone la conoscenza di un metodo e la conoscenza di come stanno le cose, dei rapporti tra noi e gli altri, le persone vicine, le persone lontane, la nazione, l’umanità, il cielo e la terra, e anche dei rapporti che noi abbiamo con il Creatore, perché non ci dobbiamo dimenticare naturalmente che nessuno si è fatto da sé. Per aprire uno spiraglio, una finestra, in questo tipo di rapporti, cioè tra l’uomo, il cosmo, l’universo in cui vive, e Dio, vorrei parlare della natura del mondo, dell’universo che ci circonda, in parte della natura di Dio e della natura dell’uomo, cosicché, una volta che abbiamo puntualizzato questi tre punti fondamentali, possiamo operare appunto quello che desideriamo. A prima vista sembra che ciò che ci circonda abbia un carattere abbastanza ordinato. Idealmente noi pensiamo per esempio che i rapporti tra uomo e donna, o con la famiglia, con la nazione, con il mondo, dovrebbero svilupparsi tutti in un certo modo, in un modo ordinato, equilibrato, dove tutte e due le parti in relazione sono amalgamate, sono in corrispondenza, in risonanza, in armonia in una parola. L’ideale per l’uomo e per la donna è stabilire dei rapporti appunto armonici. Infatti genera disturbo, sofferenza morale, intellettiva e spirituale, quando questi rapporti non sono armonici ma hanno un carattere transitorio oppure incerto. Ci si accorge dopo anni, 10, 20, 30 anni di vita, che non siamo riusciti poi in fondo in fondo a realizzare questa armonia di rapporti tra noi e gli altri, né nel settore dei rapporti affettivi, intimi, tra due persone, tra maschio e femmina, né con i cittadini dell’umanità di tutta la terra e nemmeno con i cittadini del cielo e tanto meno siamo riusciti a realizzare un’armonia di rapporti tra noi e il Creatore, perché sono messi, diciamo, nell’armadio nel senso che sono talmente esigenti le condizioni che ci assillano tutti i giorni che purtroppo il più delle volte quello che più ci dovrebbe premere, cioè i rapporti vitali, i più essenziali, ovvero quelli tra l’uomo e Dio, sono relegati in ultima posizione. (pag. 1)
Potremmo parlare dell’importanza di una trasmutazione mentale e del risveglio della propria volontà, perché queste due cose sono connesse. Quindi: importanza di una trasmutazione mentale e importanza del risveglio della propria volontà. Se non ci fosse bisogno di una trasmutazione mentale noi avremmo già una mentalità talmente avanzata da essere pari a quella del Figlio di Dio, dell’Avatâr, del Messia, anche perché il Messia scende nell’umanità proprio per essere modello della nuova mentalità. Dio scende nell’umanità e porta la Sua “mentalità” perché dal basso, cioè da parte degli uomini e delle donne, non è possibile maturare una mentalità totalmente libera, liberata dall’ambiente storico in cui uno vive. Nella Bibbia c’è scritto: “Iddio creò il cielo e la terra”. Da un punto di vista simbolico “il cielo e la terra” sono due opposti, ciò che sta in alto e ciò che sta in basso, per definire nella creazione due aspetti complementari fra di loro ma opposti: la terra con tutti i suoi abitanti e tutti gli esseri viventi, e il cielo inteso come cielo celeste, con tutti i suoi abitanti, che si potrebbero definire “essenze pure”, gli angeli e via così. Due aspetti diversi e quindi due modi di vedere le cose, due modi di pensare, due mentalità opposte tra di loro sebbene complementari. Ci vuole la conoscenza della creazione, di tutto ciò che ci circonda, dell’uomo e della donna stessi, però è necessaria anche una conoscenza delle cause prime, dei “perché” e “percome” di tutto ciò che esiste, altrimenti la conoscenza di noi stessi sarebbe incompleta. Per avere la mentalità dei profeti oppure degli angeli oppure, ancora più avanzata, quella proprio del Figlio di Dio, per essere tutti Figli di Dio... Tutti gli esseri creati potenzialmente sono Figli di Dio, perché sono stati creati da Dio, sono stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, il che significa che tutti appunto in potenza portiamo questa immagine, questa possibilità latente che un giorno si possa realizzare lo stato di Figli di Dio. Ma per ora, temporaneamente, nel tratto che ci separa dal compimento, nel tratto evolutivo diciamo così, durante questo tragitto c’è un susseguirsi di fasi, di avanti e indietro, di salite e discese, per potersi trasformare e adeguare gradualmente la nostra mentalità a quella appunto della rivelazione continua che viene da Dio, dal Cielo. (pag. 1)
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